Johann Sebastian Bach e Girolamo Frescobaldi

Bach fu influenzato dal genio ferrarese?

,,,In una lettera, scritta il 13 gennaio 1775 da Carl Philipp Emmanuel Bach a Johann Nikolaus Forkel, troviamo la seguente frase:

Oltre a Froberger, Kerl e Pachelbel egli (Johann Sebastian Bach) ha apprezzato e studiato le opere di Frescobaldi, del Cappelmeister di Baden Fischer, di Strunk, di alcuni antichi e bravi francesi, di Buxtehude, Reinken, Bruhns e dell’organista di Lüneburg Böhm.

Ma cosa significa “ha apprezzato e studiato le opere di Frescobaldi“? Abbiamo tracce concrete di questo studio?

i Fiori musicali, la Canzona in re minore

Sappiamo che Bach copiò la raccolta dei Fiori Musicali, editi da Frescobaldi nel 1635. Il manoscritto, datato 1714, era conservato a Berlino ma purtroppo è andato distrutto nella seconda guerra mondiale.

Secondo alcuni commentatori, il soggetto della Canzona in re minore BWV 588 sarebbe derivato dal secondo soggetto della Canzon dopo la pistola della Messa della Madonna dei Fiori musicali.

A mio parere si tratta di una pura coincidenza tematica; si noti che il tema di Bach è ben più esteso. La scrittura della composizione bachiana è più simile alle Canzoni di Buxtehude (ad esempio la Canzona in re BuxWV 168) che a quelle di Frescobaldi; in Frescobaldi sono la vivacità e le leggerezza di esecuzione che dettano il carattere alla composizione, in Bach l’elemento polifonico. Sia la composizione di Frescobaldi che quella di Bach presentano due sezioni: la seconda sezione rielabora, in tempo ternario, il tema iniziale. Mentre però la sezione ternaria della Canzona di Frescobaldi ricorda gli andamenti di una danza, Bach propone, nella seconda sezione, un elemento cromatico.

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Per meglio capire se vi siano degli influssi di Frescobaldi su Bach dobbiamo capire quali siano le caratteristiche e le novità introdotte da Frescobaldi nella musica cembalo-organistica e quali di queste caratteristiche siano state fatte proprie da Bach.

Caratteristiche della musica frescobaldiana

La figura di Girolamo Frescobaldi è unica, fra i molti compositori del Seicento, per diffusione in tutta Europa, ancora molti anni dopo la sua morte. Il suo migliore allievo Johann Jakob Froberger disseminò la nuova maniera di suonare frescobaldiana in tutta Europa. Frescobaldi è citato da Georg Muffat nella prefazione dell’Apparatus musicus organisticus (1690); Johann Adam Reincken possedeva una copia dei due libri di Toccate (andati purtroppo distrutti nei bombardamenti dell’ultima guerra); Martin Fuhrmann nel trattato Musicalischer-Trichter  (1706) paragonava i Praeludia di Buxtehude alle Toccate frescobaldiane;  in Francia nel 1660 François Roberday inserì delle opere di Frescobaldi nelle sue Fugues et Caprices, stampati a Parigi nel 1660; in Inghilterra John Blow prese alcune sezioni di Toccate del primo libro per sviluppare i suoi Voluntary; lo stesso procedimento venne utilizzato dallo spagnolo Juan Cabanilles nei primi anni del Settecento; in Italia sappiamo della venerazione che Bernardo Pasquini aveva per Frescobaldi, tanto da ricopiare il libro di Fantasie e di comporre il ciclo Variazioni d’invenzione (in cui allude ai motivi presenti nella celebre Toccata IX frescobaldiana).

Un successo postumo così duraturo è veramente unico in quei secoli!

Questo successo si spiega solamente con il fatto che Frescobaldi fu protagonista di una svolta epocale: la svolta fra Rinascimento e Barocco. Claudio Monteverdi con la sua seconda prattica era stato il campione di questa svolta per la musica vocale; Girolamo Frescobaldi divenne il simbolo di questo cambiamento per la musica cembalo-organistica.

Ecco alcuni elementi di questo cambiamento:

  • abbandono dell’unità estetica di una singola composizione, a favore di una molteplicità di atteggiamenti all’interno della stessa composizione (affetti cantabili e diversità di passi).
  • rottura del tactus con un agogica più libera (primieramente che non dee questo modo di sonar stare soggetto a battuta…portandola hor languida, hor veloce e sostenendola etiandio in aria).
  • abbandono della polifonia a favore di una scrittura più armonica (questo sia nelle Toccate che in composizioni di impianto polifonico, quali Canzoni o Capricci, grazie all’inserimento di piccole sezioni toccatistiche, non regolate dal contrappunto).

Frescobaldi – Bach

Possiamo facilmente ritrovare nella musica di Bach molti degli elementi di novità introdotti da Frescobaldi all’inizio del Seicento e da allora sempre più diffusi nel repertorio cembalo-organistico; a mio parere,  si tratta di una discendenza indiretta, come un filo rosso che attraversa la storia della musica per tastiera: da Frescobaldi a / Froberger, Kerll, Weckmann quindi / Buxtehude, Reincken Bruhns, Pachelbel fino a /Bach.

1 La frammentazione di scrittura e la libertà con cui chiaramente vanno interpretati le Toccate per cembalo di Bach e molti Preludi e Fughe per organo, risalenti agli anni giovanili, discendono dalla nuova maniera di suonare frescobaldiana; ma non sono figli del genio ferrarese, bensì nipoti: per Bach il modello era Buxtehude; ma Buxtehude, come ci informa Fuhrmann sopra citato si ispirava a Frescobaldi.

2 Una caratteristica tipicamente frescobaldiana è l’uso di una figura sempre uguale che si contrappone, con intento drammatico ad una fugura cangiante; si veda ad esempio la voce del contralto in questo passaggio tratto dalla I Toccata del secondo libro: le note do#-re si ripetono ben sette volte, mentre la voce del basso tenta disperatamente di smuovere il contralto da questa rigida fissazione. Il risultato è un contrasto di grande forza drammatica:

In Bach troviamo, in molte opere giovanili, lo stesso procedimento. Di seguito un passaggio tratto dal finale della Passacaglia BWV 582 (in rosso l’elemento ripetitivo).

Anche questo procedimento, però è usato ampiamente da Buxtehude; anche se l’inventore del procedimento (se così si può dire) fu Frescobaldi, fu nei compositori della Germania del nord che va cercato il modello di riferimento per Bach.

Buxtehude: Praeludium in la minore BuxWV 153

3 Una composizione come il Praeludium in do minore BWV 549,1 può essere definito, a partire dalla batt.9, una Toccata sopra i pedali, simile alle Toccate V e VI del secondo libro di Frescobaldi.  Ma, anche per questa caratteristica compositiva, il modello per Bach era più Pachelbel: l’influsso era mediato da uno stadio intermedio.

4 Secondo alcuni musicologi l’imitazione di schemi retorici, sicuramente presente nella musica di Bach, trova in Frescobaldi uno dei primi compositori di musica cembalo-organistica dove la retorica viene applicata alla musica. Ma anche in questo caso non mi sembra si tratti di un influsso diretto.

Ma allora l’influsso di Frescobaldi fu soltanto indiretto? E cosa imparò Bach studiando la sua musica?

Fiori Musicali/ Kunst der Fuge/Dritter Theil der Clavier-Übung

Quello che colpisce l’interprete di oggi, nella musica frescobaldiana, è l’elemento di novità, se vista nel suo contesto storico.

La raccolta dei Fiori musicali, copiata da Bach nel 1714, è però una raccolta dove gli elementi di novità sono meno che gli elementi che ci parlano di tradizione.

1 I Fiori musicali sono stampati in partitura, con un rigo per ognuna delle quattro voci: un formato arcaico di stampa che verrà sempre più abbandonato dai compositori di musica per strumento a tastiera. Bach utilizzerà il formato della partitura per la Arte della Fuga!

2 Nei Fiori musicali, Frescobaldi porta al grado massimo quella speciale polifonia vocale, trasferita alla tastiera, innestata di nuovi idiomi barocchi. I soggetti cromatici, difficilmente interpretabili come linee di un mottetto per la loro spigolosità, sono allo stesso tempo sviluppati in edifici di perfetta polifonia: lo stesso procedimento sarà usato da Bach nella Arte della Fuga.

G.Frescobaldi: Recercar dopo il Credo dalla Messa della Madonna, Fiori Musicali

3 Nei Ricercari di Frescobaldi e nei Contrappunti dell’Arte della Fuga ritroviamo gli stessi procedimenti contrappuntistici: combinazione di più soggetti, soggetto per aggravamento, scrittura di una polifonia che risulta però sempre eseguibile alla tastiera.

4 Forse è però lo studio dei versetti per il Kyrie, ben ventisei nella raccolta dei Fiori musicali, che ci può veramente far capire cosa abbia affascinato il Bach. Nei Kyrie, piccoli capolavori, tutto è controllato: ogni singola voce prende linfa vitale dal cantus firmus gregoriano; le voci si rispondono fra loro in canone, a moto contrario, con entrate il cui ritmo non è mai scontato; in qualche versetto il tema gregoriano è utilizzato come canto fermo (nel soprano, nel basso o in una voce intermedia).La stessa descrizione ben si potrebbe adattare a molte delle composizioni della terza parte della Clavier-Übung.

Finalmente, forse, possiamo parlare a mio parere di un influsso diretto! Possiamo collegare la frase di Carl Philipp Emanuel Bach  “J.S.Bach ha apprezzato e studiato le opere di Frescobaldi”, con quello che sicuramente sappiamo:  Bach ha copiato i Fiori musicali nel 1714.

Proprio da questa raccolta si è lasciato profondamente ispirare.